Mese: Giugno 2015

Borsa fasciatoio per essere organizzati

Una borsa fasciatoio entra in gioco quando una famiglia decide, magari, di fare una bella gita in bosco o in campagna, in una bella città, a casa dei nonni. Questo accessorio è indispensabile nel corredo del piccolo perché consente di portare con sé tutto l’occorrente per la cura di un bambino, sia per quanto riguarda il cambio che la pappa. Questi prodotti sono pensati per garantire ai genitori la giusta tranquillità, per questo motivo vengono forniti di appositi ganci da appendere al passeggino, tracolle per renderli vere e proprie borse oppure manici pratici e resistenti.

Al loro interno nascondono una buona quantità di tasche, taschine, zip e scomparti per consentire di puntare a un’organizzazione impeccabile, che consenta di intervenire in caso di necessità. Tra le cose più interessanti delle borse fasciatoio troviamo lo scompartimento dedicato al biberon, in modo che possa stare verticale senza il rischio di perdere liquido e che sia sempre a portata di mano.

A seconda della quantità di cose da dover portare con sé, esistono modelli di borse fasciatoio più o meno capienti, ci sono prodotti pensati addirittura per chi ha dei gemelli. Sono generalmente extralarge, con moltissime zip e tasche in più, ma allo stesso tempo risultano facili da trasportare e non troppo ingombranti.

Per quanto riguarda la borsa fasciatoio da viaggio, si tratta di un modello pensato per spostamenti particolarmente lunghi. Generalmente è più capiente rispetto a una borsa normale, perché ha al suo interno anche un vero e proprio fasciatoio portatile rigido e removibile, simile a quello di casa.

Tra le cose che non possono mancare nelle borse fasciatoio troviamo, ovviamente, i pannolini: se ne possono portare molti, sufficienti per una giornata intera (a seconda della capienza della borsa, ovviamente, questo parametro cambia). Ci sono taschine pensate per il ciuccio e il biberon, per i giochi, per gli indumenti di ricambio in caso di necessità. In particolare è sempre bene portarsi dietro maglioncini e abbigliamento adatto alla stagione, specialmente in primavera e autunno quando il clima è molto ballerino; d’estate, invece, è sempre bene avere con sé un buon repellente naturale per zanzare e insetti, per proteggere il bambino.

Le borse fasciatoio sono molto importanti ed è sempre bene uscire di casa con tutto l’occorrente ben organizzato e facile da trovare immediatamente in caso di bisogno. A seconda delle proprie abitudini è bene scegliere il modello della grandezza più idonea, per esempio se abbiamo bisogno di un “contenitore” di tutto il necessario per il piccolo, solo per andare a fare la spesa e per un po’ di shopping, sarà sufficiente una semplice borsa standard. Al contrario se tendiamo a viaggiare spesso, magari per un intero week end fuori, è meglio portare con sé una buona borsa da viaggio con fasciatoio integrato, per stare certi di poter intervenire in ogni caso. Le principali marche dedicate all’infanzia propongono molti modelli di borse fasciatoio a prezzi estremamente accessibili.

Ho fatto un brutto sogno

Stanotte ho fatto un sogno di quelli pesanti. Un incubo, più che un sogno.
Me lo ricordo ancora bene.
Non so cosa mi ha frullato in testa, nell’inconscio che determina i sogni.

Mi trovavo praticamente ad osservare un albergo bruciato e distrutto da un grande incendio divampato due o tre giorni prima.
Lo guardavo partendo dall’alto fino al basso, e partendo dal basso fino in cima. Lo guardavo nella sua totale maestosità decadente.
Ero lì con la mia videocamera professionale perché ero deciso ad entrare per documentare la fine della vita dopo un disastro di un luogo che è sempre stato colmo di vita.
Volevo documentare i resti tangibili, segni di vite passate lì dentro.
Fortunatamente l’incendio divampato due o tre giorni fa non ha provocato vittime. Solo qualche intossicato. Ma la gente e il personale sono stati evacuati in fretta e furia, quindi qualche oggetto della loro presenza lo devono aver sicuramente lasciato nelle stanze bruciate.

Nel sogno che ho fatto mi vedo varcare il portone abbattuto. La stranezza del sogno ha voluto che non ci fossero controlli per bloccare ogni tipo di accesso.
Dunque ho acceso la videocamera e sono entrato. La puzza di bruciato e di fumo era ancora forte. Però stranamente si riusciva a respirare.
Mi sono addentrato un po’ nella hall.
Ho cominciato a sentire degli strani rumori e cigolii. Rumori di assestamento probabilmente. O pezzi di strutture che cadono. Non saprei. So solo che ho iniziato un po’ a tremare. Nel sogno tremavo di sicuro.
Ho continuato però a riprendere e ad addentrarmi ancora di più nell’albergo. Nel sogno mi ha contraddistinto un coraggio che nella realtà, forse, non avrei mai avuto. Ma probabilmente nella realtà non mi sarebbe mai venuto in mente di entrare in un albergo abbandonato e bruciato.

Ho proseguito nell’esplorazione della struttura salendo le scale che dalla hall portavano al primo piano.
L’oscurità ha cominciato ad avvolgermi sempre di più.
Il corridoio del primo piano che avevo davanti si estendeva in lunghezza. Le pareti e la moquette bruciata venivano illuminati di tanto in tanto da sfuggenti fari delle automobili che passano sulla strada sottostante.
Ho cominciato a muovere i primi passi lungo il corridoio sempre con la mia videocamera accesa.
Sono entrato sulla prima stanza a destra. Sulla sinistra c’erano solo finestre che davano sul cortile e sulla strada.
Nella prima stanza ho trovato un pettine caduto a terra probabilmente nella concitazione della fuga, vestiti bruciati distesi sul letto e un armadio di legno ancora fumante.
Sono uscito e sono entrato nella stanza successiva. C’era l’anta di un armadio bruciato a terra. Ho aperto poi la porta del bagno. Nessuna testimonianza di presenze umane.
Sono poi ritornato indietro. Ho aperto la porta della stanza per tornare nel corridoio e ho visto qualcosa sfrecciare ai miei piedi.
Mi è preso un colpo!
Mi sono accorto poi che era solo un robot aspirapolvere impazzito, ancora stranamente funzionante.
Poi mi sono svegliato di soprassalto.

Dovrei mangiare di meno a cena.