Fare la guardia in un centro commerciale

Non tutti sanno come sia il mio lavoro: sono una guardia di sicurezza in un centro commerciale della mia città, sto all’ingresso a controllare le borse dei clienti e a verificare che sia tutto in ordine. In realtà, per quanto possa sembrare un lavoro estremamente cool, se devo essere onesto faccio ben poco: tutto il giorno impacchetto borse, buste e sacchetti della spesa dei visitatori del centro commerciale. Basta, finisce qui il mio lavoro e finiscono qui le mie mansioni.

Me ne sto in piedi per otto ore, imbellettato in uniforme o in giacca e cravatta, in stile bodyguard, con un auricolare nell’orecchio e il telefono in tasca. Non posso neppure controllarlo né perdere la concentrazione, devo tenere gli occhi fissi sull’ingresso e aspettare.

Solo che, ogni tanto, capitano cose divertenti. Il primo periodo che lavoravo in questa nuova sede, alcune persone mi rispondevano in una maniera buffa: Scusi signora… e la signora prontamente mi diceva un no, grazie non m’interessa. Il volto di stupore e imbarazzo conseguente alla spiegazione è sempre imbattibile: una pioggia di scuse e una disponibilità a collaborare, impacchettandosi le buste da impacchettare da soli per cercare di sdebitarmi.

Il top l’ho raggiunto con una signora piuttosto anziana. Era con suo marito, probabilmente ancor più anziano di lei, e giravano per il centro commerciale con il volantino delle offerte in mano: si guardavano intorno un po’ spaesati, un po’ incuriositi, era evidente che cercassero qualcosa. Vedendomi che li osservavo, la signora ha fatto un balzo verso di me con la faccia gioiosa e piena zeppa di speranza. Menomale c’è qualcuno del centro commerciale, non sapevo più a chi chiedere. Mi sa dire dove i sono i materassi in memory foam? Non sapevo cosa fare. Non volevo mortificarla facendole notare l’errore, né volevo rischiare di farmi licenziare dato che un paio di persone erano entrate con delle buste che io non avevo sigillato.

Purtroppo però non sapevo la risposta, mi sono limitato a indirizzarla al box informazioni all’ingresso dove le hanno detto tutto quel che voleva sapere.

admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *