Non riuscire a svegliarsi è deleterio

Giro per casa tutto assonnato.
È mattina presto. Ma oggi non ho forze neanche dopo aver dormito.
Sembro uno zombie che fa la spola tra camera e cucina, tra cucina e camera.
Neanche dopo essere andato in cucina ed aver fatto colazione con cappuccino e brioche riesco a rialzarmi, a ritornare in forze.
Sono proprio sgonfio. È una di quelle mattine in cui non hai voglia di fare nulla.
Poi fuori piove pure, ancora (è da stanotte che piove) e di certo così è ancora più dura svegliarsi definitivamente.
Però in qualche modo devo fare. In qualche modo devo ritrovare un poco di energia in me.

Dopo l’ennesima camminata da zombie in giro per casa, vado in camera a prendere i vestiti.
Magari una doccia al volo è quel che ci serve.
Vado tutto ciondolante in bagno e mi faccio una doccia veloce. Se ci avessi messo troppo tempo, sarei arrivato tardi al lavoro.

Niente, non è servita neanche la doccia, sono ancora assonnato.

Finisco di asciugarmi e mi vesto con la lentezza assurda di una lumaca.
Mi lavo i denti.

Non ci credo! Non è possibile! Sto per uscire di casa e ancora ho gli occhi sbarrati, ancora non mi si aprono come dovrebbero, ancora ho sonno e barcollo per casa.

Torno in camera mia per prendere le ultime cose. Le avevo preparate ieri sera in maniera tale che potessi essere pronto subito stamattina. E così sarebbe stato se non mi ritrovassi ora in questa strana situazione.
Mi è già capitato di non riuscire a svegliarmi, ma mai per così tanto tempo.

Mi siedo un attimo sulla sedia della scrivania per stiracchiarmi un poco. Magari scrocchiando un po’ le ossa e portando a termine lo stiracchiamento il fisico capisce che è ora di alzarsi.
Allora procedo. Mi stiro. Faccio un respiro profondo… Niente! Niente di niente.

Vabbè, stamattina va così.
Vado nella camera dove ci sono tutti gli attrezzi di casa e gli elettrodomestici per la cura della casa stessa, del proprio guardaroba e di se stessi. Cìè anche la boccetta del mio buon profumo.

Entro in questa camera e davanti a me, appoggiato sul mobile, in carica, trovo il mio nemico per eccellezza. L’epilatore di mia sorella!
Il ricordo di quando l’ho usato mosso da insana curiosità si fa vivo in me.
Sobbalzo.
Mi desto.
Mi sono svegliato! Stavolta questo attrezzo malefico mi è stato utile.

Ora sono tornato attivo.

E chi la sa spiegare una cosa del genere?

Meglio uscire, o altrimenti faccio tardi.

Enrico

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